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Rivarossa

Il paese di Rivarossa (un tempo Riparubea) affonda le sue origini tra i secoli XI e XII.
Sede di un monastero di benedettini, che la leggenda vorrebbe fondato dal Marchese Arduino, è stata possedimento dei Conti di S. Martino e dei Conti di Valperga, i quali si diedero battaglia per secoli per il controllo sul Canavese e si scontrarono anche a Rivarossa, nel 1383, in regione Babiasso.

Il castello, che ancora oggi domina la collina, è di origine medievale. Quello moderno non conserva tracce del complesso originario, a causa dei rifacimenti subiti: la prima struttura andò probabilmente distrutta nel XVI secolo, durante il saccheggio delle truppe francesi seguito alla conquista del castello di Volpiano. Il paese è diviso in una parte bassa, detta Piano - sulle sponde del fiume Malone, uno dei fiumi auriferi del Canavese - e una parte alta, detta Borgallo: non è ancora stato accertato quale zona del paese sia stata occupata per prima, e diverse sono le teorie in merito.
Numerosi sono i personaggi che legarono le loro vicende a quelle del paese: gli Acaja, i Boggio, i Cizaletti, i Falletti di Champigny, i Cavalleri, i Daziani, i Borghesio, i Lessona (tra cui ricordiamo il Prof. Michele, zoologo, letterato e medico, l'omonimo avvocato Michele e Ludovico, famoso musicista), nonché singole personalità di prestigio, quali Leopoldo Neuscheller, ricco possidente lettone, vice console dello zar che si innamorò della rivarossese Maria Basso e con lei si trasferì al Borgallo (grande benefattore per il paese, a lui si devono la costruzione dell'asilo, ancora operante e il restauro delle due chiese); il Senatore del Regno Sabaudo Filiberto Frescot, che aveva la sua residenza presso la Cascina Paradiso; Rita Levi Montalcini, che nel suo Elogio dell'Imperfezione scrisse che uno dei motivi per cui scelse di intraprendere gli studi di medicina furono la malattia e la morte della cara governante Giovanna, originaria di Rivarossa.
Vi sono alcune abitazioni che, oltre al castello, ancora celebrano il passato del paese: Villa Bandonio, Villa Pastore, Villa Quirico e Villa Manzoni. Prestigioso è il mausoleo dedicato a Leopoldo Neuscheller, sito nella zona del Borgallo nel quale, ancora oggi, riposano le sue spoglie. Si tratta di una piccola cappella immersa nel verde di un bellissimo giardino, abbellita da un busto in bronzo e da una statua in marmo bianco opera dello scultore Pietro Canonica.
La vita religiosa del paese è scandita dal ritmo stagionale: nel periodo invernale le celebrazioni avvengono nella Chiesa di San Rocco, nel Piano, edificata nel 1742 in occasione di una pestilenza (lo testimonia anche la dedica al santo protettore contro le epidemie); durante la bella stagione le messe vengono officiate nella Chiesa di Santa Maria Maddalena (eretta nel XVII secolo ma rifatta nel '900), patrona del paese, situata nella zona del Borgallo, davanti al castello, sul piazzale che è conosciuto come il Balcone del Canavese per la splendida e ampia vista che regala nelle giornate più terse. Ancora in ottimo stato, anche se chiuse al pubblico, sono la chiesetta della Madonna della Vauda e la Cappella dedicata a San Grato.
Nel pieno rispetto della tradizione canavesana anche Rivarossa ha avuto le sue masche, ricordate nel toponimo del Punt d'le Masche.
Rivarossa possedeva una fonte di acqua calda, ricordata dal Bertolotti nelle sue Passeggiate: la Fontana del Tuf, che presto verrà restaurata con il contributo della Pro Loco e del Gruppo di Protezione Civile. Famosa per il rospodotto, che consente di salvaguardare i batraci della specie "bufo-bufo" durante la stagione dell'accoppiamento, Rivarossa è uno dei comuni interessati dalla Riserva Naturale Orientata della Vauda.
I personaggi storici principali del carnevale sono il Carusin, in ricordo di quando gli abitanti di Rivarossa erano impegnati come vetturini della carrozza pubblica sulla tratta postale verso Bosconero e la Bela d'la Riva, innamorata del Carusin e protagonista di una delle leggende, forse la più divertente, sull'origine del nome del paese (la ragazza possedeva una mucca di nome Rossa e trascinandola con una fune fuori dal greto di un torrente le gridava "A riva Rusà", da cui "Rivarossa").
L'espansione degli ultimi decenni ha consentito al paese di estendersi ulteriormente, con la creazione di zone residenziali che, insieme al nucleo più antico e alle numerose cascine sparse, costituiscono quello che oggi è un centro in forte crescita.

Altitudine: 286 m s.l.m.

Provincia: Torino | Localizza sulla mappa
Sito ufficiale: www.comunerivarossa.gov.it