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Marmitte dei Giganti

Nei tempi antichissimi il Monte Basso e il Monte Buriasco erano uniti. Alle loro spalle, nella conco di Germagnanp, si stendeva un ampio lago in cui confluivano le acque dai monti. Esse riuscirono lentamente ad aprirsi un varco nel baluardo di roccia e terra. I segni dell'erosione sono incisi nelle rocce immediatamente a monte del Ponte del Diavolo, in riva sinistra. Sono le cosiddette "marnitte dei giganti", fenomeni geomorfologici risalenti all'era quaternaria: sono visibili subito a monte del Ponte del Diavolo dietro la cappella di San Rocco. Se ne contano 21 dislocate a quote diverse su 18 metri dal livello della Stura. Furono studiate per la prima volta nel 1882 da Francesco Virgilio dell'università di Torino.
Le marmitte più piccole si trovano dietro la cappella mentre la "marmitta grande" è ancora in parte immersa nell'acqua e soggetta ad un attivo processo di erosione meccanica dovuto ai moti vorticosi causati dal restringimento della gola e dall'azione dei ciottoli fluviali e dalla sabbia nei periodi di piena.
La fantasia popolare le ha denominate "ramine" o pentole, favoleggiando che servissero ai giganti o al diavolo per cuocervi la minestra.

Comune: Lanzo Torinese (TO) | Regione: Piemonte
Marmitte dei Giganti
Marmitte dei Giganti