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Insetti

Entomofauna del Parco La Mandria

Gli invertebrati costituiscono la parte preponderante della biodiversità di qualsiasi ecosistema, sia in numero di specie e di individui, sia per il loro fondamentale ruolo nelle catene trofiche, essendo presenti a tutti i livelli della catena alimentare, dai fitofagi ai predatori, ai saprofagi. Per questo motivo lo studio dell'entomofauna costituisce un utile strumento per caratterizzare particolari cenosi e per definire il valore ecologico-naturalistico di un'area. Gli insetti, proprio per il loro significato di indicatori ecologici, sono da anni divenuti oggetto di studi nel campo della valutazione dello stato degli ambienti (si pensi all'utilizzo degli ormai collaudatissimi indici biotici negli ambienti fluviali) e della conservazione ambientale.

La sopravvivenza di molte specie di insetti è legata alla presenza di foreste ancora integre.
Particolarmente interessante per il Parco La Mandria è la presenza di entomofauna legata agli ambienti boschivi e soprattutto al legno morto, da cui dipendono da un terzo a un quarto di tutte le specie dell'ecosistema forestale.

Dipendono dal legno morto anche questi 3 coleotteri, tutelati a livello comunitario dalla Direttiva Habitat:

  • Osmoderma eremita, simile nell'aspetto ad uno scarabeo, che deposita le uova nelle cavità di un albero di almeno 80 anni. Da queste fuoriesce una larva che rimarrà all'interno del tronco mangiando legno per 3 o 4 anni prima di metamorfosare. La forma adulta, che si nutre di nettare, si allontanerà dal luogo di nascita di un massimo di 650 metri in linea d'aria. Se in quest'area troverà un albero sufficientemente vecchio con una cavità idonea e una compagna, potrà riprodursi e perpetuare la sua specie. Nel 2018 e 2019 sono stati fatti monitoraggi puntuali in alcune aree del Parco, con trappolaggio, riconoscimento e rilascio degli esemplari, che hanno permesso di confermare la presenza dell'osmoderma.
  • Lucanus cervus, meglio noto come cervo volante, così chiamato per le mandibole del maschio molto sviluppate. Le larve crescono per alcuni anni negli alberi mangiando legno, dopodiché mutano assumendo la forma adulta. E' meno esigente nei confronti delle dimensioni degli alberi dove far crescere la prole rispetto allo scarabeo eremita ed è dotato di una maggiore capacità di spostamento. E' tra i più grossi coleotteri europei.
  • Cerambix cerdo, il più grosso cerambicide europeo. La larva si nutre soprattutto su legno di quercia, mentre l'adulto sugge la linfa che stilla dai tronchi. Interessante notare che nel Parco La Mandria le cavità scavate nel tronco delle vecchie Farnie dalle sue larve, da cui escono gli insetti adulti, vengono utilizzate come rifugi di svernamento dal Pipistrello nano.

Risulta evidente come la sopravvivenza di tutte queste specie sia legata alla conservazione di ecosistemi forestali poco alterati dall'uomo: insieme ad alberi sani e ancora vivi i boschi devono conservare un buon numero di individui di grandi dimensioni, deperienti o morti. Solamente gestendo in modo corretto la tutela di questi habitat naturali si può salvaguardare la loro biodiversità.

Per quanto riguarda altri gruppi di insetti si riportano i dati dei monitoraggi eseguiti dal personale dell'Ente parco e consultabili in dettaglio sul Piano di gestione della Zona Speciale di Conservazione La Mandria consultabile al link www.parchireali.gov.it/amministrazione-trasparente.php?l1=19:

  • Lepidotteri diurni: censite 136 specie, emerge la necessità di indagini più approfondite per verificare se ancora presenti le specie in Direttiva Habitat Zerynthia polyxena (ultima segnalazione 2015), Euphydryas aurinia, Euplagia quadripunctaria, Phengaris arion e P. Teleius (segnalate solo in bibliografia).
  • Coleotteri: rinvenute 112 specie, di cui 3 in Direttiva Habitat (Osmoderma eremita, Lucanus cervus, Cerambix cerdo)
  • Ortotteri: censite 29 specie, nessuna in Direttiva Habitat
  • Odonati: censite 28 specie, nessuna in Direttiva Habitat
Cerambix Cerdo
Cerambix Cerdo
(foto di Grella)
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