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Lupo

I Parchi Reali hanno aderito al progetto europeo LIFE WOLFALPS EU, il cui obiettivo è il  miglioramento della coesistenza tra lupo e persone nella regione alpina. La popolazione alpina di lupo costituisce un'unità e come tale va gestita: branchi e lupi in dispersione se ne infischiano dei confini di Stati e Regioni e per questo c'è bisogno di un approccio coordinato al monitoraggio e alla gestione della specie.  Fra le principali azioni di progetto troviamo il supporto alla prevenzione degli attacchi attraverso l'istituzione di squadre di pronto intervento, il monitoraggio coordinato della popolazione, l'identificazione e il controllo degli eventuali casi di ibridazione.  Speciale cura viene data alla corretta comunicazione in modo da cancellare secoli, forse millenni, di paura e incomprensione. Moltissimo lavoro, dunque, condotto da personale specializzato di tutti i Paesi alpini. L'obiettivo è di giungere nei prossimi anni a un equilibrio sostenibile, con particolare attenzione alla specie delle due meno adattabile e emotivamente più fragile: Homo sapiens.

Le riserve di caccia reali, oggi Parchi Reali, duecento anni fa ospitavano ancora numerosi esemplari di lupo.  La popolazione era però in rapido declino fino a giungere alla fine dell'Ottocento, così come riportato nel 1899 da Michele Lessona, il grande zoologo venariese, alla virtuale estinzione. Estinto sulle Alpi, il lupo in Italia è sopravvissuto in pochissimi esemplari (lo testimonia la scarsa variabilità genetica) distribuiti in nuclei isolati dell'Appennino Centro-Meridionale.  A partire dagli anni '70, con le prime leggi di protezione della specie (prima a livello nazionale e quindi europeo), il lupo ha riconquistato naturalmente i territori da cui era stato cacciato. Tra i fattori che hanno favorito il recupero della specie vi sono l'abbandono delle campagne e delle montagne italiane nel secondo dopoguerra e la diffusione degli ungulati,  prede d'elezione del lupo. I lupi hanno raggiunto le Alpi sfruttando il corridoio ecologico costituito dall'Appennino Ligure-Piemontese: nei primi anni '90 sono stati documentati i primi branchi nelle Alpi Occidentali francesi e italiane. Oggi il lupo è in espansione su tutte le Alpi e, dove le valli alpine sono già occupate, è registrata la presenza della specie anche in zone collinari e di pianura. Nelle Alpi Centro-Orientali stanno riapparendo per dispersione naturale anche i primi lupi provenienti dalla popolazione dinarica della Slovenia: nel 2012 nel Parco dei Monti Lessini (VR) il lupo della popolazione dinarica Slavc, proveniente dalla Slovenia, ha fondato il primo branco "misto" con Giulietta, femmina della popolazione alpina.

I primi esemplari nelle Alpi Cozie sono stati segnalati nel 1995 e pochi anni dopo anche nei territori che lambiscono il Parco La Mandria. Nel tempo questi esemplari isolati si sono trasformati in gruppi famigliari che hanno esteso i territori di caccia, sconfinando talvolta fino all'interno del muro di cinta, come testimoniato dal reperimento di tracce e resti di predazione. Insomma, da più di vent'anni il lupo ha fatto un utile (per gli equilibri ecologici) ritorno nel parco, senza quasi farsene accorgere, tanto ha imparato nei millenni a essere un animale cauto e schivo. Purtroppo le possibilità di avvistamento da parte dei fruitori del parco sono più che remote: per dare un'idea della difficoltà si sappia che ci sono tecnici e volontari che da anni raccolgono tracce e reperti del lupo senza mai avere avvistato neanche un esemplare.

Lupo - riprese telecamera notturna
Lupo - riprese telecamera notturna
(foto di Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali)
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