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Gestione Superfici Agricole Prative

Le superfici prative di proprietà regionale vengono affidate in affitto agrario, garantendone la conduzione a prati stabili sfalciati, per la loro valenza storico paesaggistica e ambientale. Si consideri che nella pianura piemontese nel corso del tempo, per motivi economici, si sono progressivamente ridotti i prati permanenti a favore dei seminativi e di prati avvicendati intensivi per motivi economici, per cui tale rarefazione rende ancora più pressante la tutela e il mantenimento in buono stato dei prati permanenti all'interno del Parco. E' in effetti necessario mantenere un regime di gestione delle superfici prative, stanti l'insostituibile valore paesaggistico che le stesse rappresentano nel complesso dell'area tutelata, nonché la funzione di costituire altrettanto indispensabili nicchie trofiche complementari alle superfici boscate circostanti, in funzione di tutelare la massima biodiversità possibile all'interno del "sistema Parco". Complessivamente le superfici regionali interessate sommano a 370 ettari. A seguito di esperimento di procedura di gara pubblica per l'affidamento delle superfici prative, volta al loro miglior mantenimento. La gestione comprende altresì la manutenzione della rete irrigua, ove presente e l'obbligo di favorire la costituzione della fascia ecotonale lungo i margini di connessione con le aree boscate. Il trattamento dei terreni può avvenire esclusivamente mediante utilizzo di ammendati ammessi per l'agricoltura biologica e tecniche di concimazione che riducano la dispersione non controllata di nitrati, e nel rispetto di buone pratiche volte a limitare le interferenze con i visitatori del parco, nonché con la fauna selvatica presente. I contratti di concessione stipulati hanno previsto espressamente limiti alle richieste di risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle colture. Altro limite riguarda il transito lungo la viabilità pubblica ciclo-pedonale del Parco nelle giornate festive, che nel periodo di bella stagione è di norma ristretto a determinate fasce orarie.
Per la miglior tutela della biodiversità, sono state inoltre individuate delle superfici prative, per un'estensione complessiva di circa 45 ettari, maggiormente vocate ad una gestione naturalistica, nelle quali gli sfalci vengono limitati e l'unico apporto concimante sarà dato dal rilascio di parte della biomassa prodotta. Inoltre su tali superfici è prevista la totale rinuncia al risarcimento di danni provocati dalla fauna selvatica. Il canone per l'annata agraria corrisposto dall'azienda agricola all'Ente Parco varia da un minimo di Euro 149,67/ha per prati non irrigui in zone a fruizione pubblica, fino ad un massimo di Euro 276/ha per prati irrigui.
Superfici Agricole Prative
Superfici Agricole Prative
(foto di Archivio Parco Mandria)