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Ciriè

Presso lo sbocco delle valli di Corio e di Lanzo, in prossimità di un altopiano chiamato Vaude

Il comune, distante 21 chilometri dal capoluogo, è situato presso lo sbocco delle valli di Corio e di Lanzo, in prossimità di un altopiano chiamato Vaude. Il territorio è bagnato dalla Stura di Lanzo, che scorre nelle vicinanze della città.

  • Abitanti: ciriaciesi
  • Altitudine: 344 m

Itinerari:
Dall'ufficio turistico si può ammirare la prestigiosa Villa Remmert, costruita tra il 1902 e il 1906 dall'ing. Pietro Fenoglio. Si attraversa Piazza D'Oria, si percorre un tratto di portici verso la stazione ferroviaria, giungendo a Palazzo D'Oria. Edificato nel XV secolo per volere della famiglia Provana, divenne, nel 1576, la dimora dell'antica e potente famiglia ligure dei D'Oria, nell'ambito della permuta che consentì ai Savoia di ottenere l'accesso al mare con l'acquisizione di Oneglia.
Si esce dal lato opposto rispetto all'ingresso della villa, si percorrono Via Dante e Via Roma e si giunge alla Cappella di Santa Maria di Loreto; da qui si prende l'elegante Via Vittorio Emanuele, la più importante arteria cittadina, si volta a destra in Via Macario, poi a sonistra nel suggestivo Vicolo Ospedale che giunge in Piazza Castello. Proseguendo in Corso Nazioni Unite si arriva alla Torre di San Rocco, solitaria testimone di quello che resta delle antiche mura perimetrali, del castello e delle sue fortificazioni, della Ciriè medioevale.
Dalla torre si imbocca Via Don Giordano, poi Via Montebello e, subito a destra, Via Santo Sudario, dove si erge l'omonima chiesa, originaria del 1400. Proseguendo, si incontra di nuovo Via V. Emanuele da dove, girando a destra, si giunge innanzi alla barocca Chiesa di San Giuseppe, costruita dai ciriacesi tra il 1632 e il 1637 per adempiere al voto generale della popolazione in occasione della pestilenza del 1630-31.
Si continua su Via V. Emanuele e, successivamente, per Via Lanzo e si giunge ora in Piazza San Martino, dove si trova la Chiesa di San Martino di Liramo, considerata una delle più interassanti testimonianze di architettura religiosa romanica in tutto il Piemonte e Monumento Nazionale dal 1910.
Si torna in Via V. Emanuele e si svolta a destra in Via San Ciriaco, raggiungendo il Duomo di San Giovanni Battista, ragguardevole esempio di stile gotico piemontese; fu eretto tra il XIII e il XIV secolo, forse sui resti di un tempio precristiano dedicato alla dea della caccia Diana.
Dal Duomo si raggiunge il vicino viale alberato, si ritorna in Via Rosmini, da dove è iniziato l'itinerario e, dopo averne percorso un buon tratto, si svolta in Via Trivero. Superata Piazza Vittime dell'Ipca (dove si trova il complesso polifunzionale Ciriè 2000, simbolo dello sviluppo industriale della città alla fine dell'Ottocento), si prende Via Brunero, si supera il passaggio a livello della ferrovia e si gira a sinistra in Via Monte Grappa. Si prende la prima strada a destra (Via Milano), si gira in Via Rossetti e, poi, in Via dei Pioppi; dopo il sottopasso si svolta a destra e si arriva in Via Robaronzino: qui si gira a sinistra e si prosegue fino all'omonima cascina, ben visibile perché conserva ancora buona parte dell'originale struttura seicentesca. Qui si trova anche la Chiesa di Santa Maria degli Angeli che domina il complesso con il suo campanile barocco in mattoni. Da qui, tornando sui propri passi, in breve si raggiunge nuovamente Villa Remmert, da dove era iniziato l'itinerario.

Punti di interesse:
Il principale monumento cittadino è il Palazzo D'Oria, riedificato nel Seicento secondo il modello delle residenze di caccia reali (dopo l'acquisto da parte dell'Amministrazione Comunale negli anni '90 del Novecento, è stata aperta al pubblico la prestigiosa Quadreria - visite guidate ogni primo sabato del mese ore 10; tel 0119205976), dove sono raccolti diversi ritratti di famiglia. Ha origini legate allo sviluppo industriale del paese la Villa Remmert, costruita alla fine dell'Ottocento dalla famiglia di imprenditori prussiani che nelle valli di Lanzo avevano impiantato diversi edifici. Acquistata dal Comune nel 1988, oggi ospita mostre d'arte contemporanea gestite dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (www.fondsrr.org).
Il Duomo di S. Giovanni Battista è oggi il principale edificio religioso cittadino. All'interno un Crocifisso ligneo medievale di scuola bizantina e una Madonna del Popolo attribuita a Defendente Ferrari (1519). A lui è attribuita anche una pala d'altare della chiesa di S. Giuseppe, edificata dopo la pestilenza del 1630; il dipinto reca un'iscrizione che indica la committenza da parte dei mercanti della lana della cittadina. L'edificio religioso più antico è invece la chiesa di S. Martino, edificata all'inizio dell'XI secolo e considerata una delle testimonianze romaniche più interessanti del Piemonte, sia per l'integrità dell'architettura originaria, sia per gli affreschi ancora leggibili. La chiesa del S. Sudario è stata riedificata in seguito all'insediamento, nel 1521, della confraternita omonima - la prima in Italia - e presenta una ricca decorazione in buona parte dedicata al Sacro Lino, affreschi, arredi e sculture, per lo più del Settecento. Alla periferia del paese, in un complesso rurale, la seicentesca Cappella di Robaronzino ha un pregevole interno barocco, dove si è conservato tutto l'apparato decorativo con l'altare di Bernardo Vittone, stucchi e tele settecentesche. A nord-ovest della città, nel borgo omonimo, la torre di S. Rocco è ciò che rimane delle fortificazioni medievali, scomparse nel Cinquecento.

Curiosità:
Da parte di molti si ritiene che il nome del paese derivi da una contaminazione di un toponimo romano, Cerretum, relativo all'abbondante presenza di alberi di cerro, con il nome di S.Ciriaco, che nei primi secoli dell'espansione del cristianesimo ne diviene il protettore. Durante il Medioevo avviene, in più secoli, l'assoggettamento del paese al dominio dei Savoia, che l'ottengono in seguito al matrimonio del 1296 tra Margherita di Savoia e il Marchese di Monferrato che controllava i territori tra le Dore e il Po. La Castellania di Margherita inaugura un periodo di discreta prosperità per il borgo, almeno fino alle guerre del Cinquecento con i francesi, durante le quali viene distrutto il castello medievale; solo dopo la pace di Cateau-Cambresis, il feudo conosce nuova pace sotto il controllo, questa volta, della famiglia genovese dei D'Oria, alla quale viene ceduto dai Savoia stessi nel 1576. Passata l'ondata napoleonica, lo sviluppo industriale del paese, oggi ancora punto di riferimento per la valle, è determinato dalla realizzazione della linea ferroviaria di collegamento con Torino.

Manifestazioni:

  • festa di San Martino
  • mercatini prenatalizi
  • pista di pattinaggio
  • presepe sotto la neve

Provincia: Torino | Localizza sulla mappa
Sito ufficiale: www.comune.cirie.to.it

Soggiorni
Dove dormire a:
Ciriè, Devesi