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Legge Istitutiva aree protette

Legge regionale 29 giugno 2009, n. 19. (Testo coordinato)
Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità
(B.U. 2 luglio 2009, 2° suppl. al n. 26)

Legge istitutiva


Le aree protette dei Parchi Reali

Parco Naturale La Mandria
Il Parco La Mandria è stato istituito con la legge regionale n. 54 del 1978, la quale identificava un'area centrale, cintata dal famoso estesissimo muro, classificata quale "area attrezzata" in ragione del patrimonio naturalistico connesso ai beni immobili e mobili di rilevante interesse storico e culturale e alle attrezzature ricettive funzionali all'impiego del tempo libero. La fascia del territorio circostante ed adiacente era bensì detta "zona di preparco", destinata a favorire il mantenimento della caratterizzazione fisionomica dell'unita' ambientale. Nel 2009 la nuova legge regionale che ha riorganizzato i parchi regionali ha abrogato la precedente normativa, e la citata suddivisione, definendo classificando l'intero territorio de La Mandria quale parco naturale.
Il territorio protetto, sito a nord ovest di Torino, per circa 6300 ettari, comprende  circa 1800 ettari di proprietà regionale, sito ambientale di importanza comunitaria caratterizzato dal più importante lembo residuo di foresta planiziale del nord Italia e nel contempo Patrimonio dell'Umanità (bene UNESCO) in relazione alla presenza sul suo territorio di Residenze Reali del Piemonte (Reggia di Venaria e Borgo Castello della Mandria), oltre ad altri circa 26 pregevoli edifici storici.
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Parco Naturale di Stupinigi
Il Parco regionale di Stupinigi è stato istituito con la legge regionale n. 1 del 1992 (attualmente abrogata dal testo unico L.R. n. 19 del 2009). L'area, di circa 1700 ettari, è di tipo planiziale, sita a sud-ovest della conurbazione torinese, con boschi misti di latifoglie a struttura irregolare, in gran parte con impianti di pioppi ibridi.
Per l'interesse di tipo faunistico l'area è anche stata interamente individuata come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.). L'interesse specifico riguarda importanti relitti di entomofauna planiziale, che rendono meritevoli ripristini ambientali. I rischi per la conservazione derivano dalla vicinanza delle aree urbane, e soprattutto da strade ed autostrade a grande traffico, che tra l'altro innescano fenomeni di degrado. In analogia a quanto avvenuto nel 1976 per La Mandria, nel 2009 la Regione ha acquisito al proprio patrimonio immobili appartenenti al contesto urbano e rurale del comparto di Stupinigi appartenenti precedentemente all'Ordine Mauriziano.
Il Parco rientra nella tra i beni classificati dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, in relazione all'importanza storico-architettonica dei luoghi e alla presenza della Palazzina di Caccia di Stupinigi, rientrante nel sito seriale delle Residenze Reali del Piemonte.
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Riserva naturale del Ponte del Diavolo e Area contigua della Stura di Lanzo
L'area del Ponte del Diavolo è stata istituita come area protetta con la legge regionale n. 27 del 1993, con la classificazione di "area attrezzata", mutata nell'attuale assetto dato dal testo unico L.R. 19/2009 in Riserva naturale. Le ragioni istitutive si richiamano alla tutela delle particolari caratteristiche naturali e paesaggistiche dell'area, caratterizzata fra l'altro da interessanti elementi geologici.
L'area di salvaguardia della Stura di Lanzo, istituita insieme alla riserva del Ponte del Diavolo, con la legge regionale n. 27 del 1993, a seguito dell'entrata in vigore del testo unico legge regionale n. 19 del 2009 è stata individuata bensì quale "area contigua", dunque mantenendola nella rete ecologica regionale, anche se non più nel novero delle aree protette. L'area in oggetto è in ogni caso già individuata come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C).
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Riserva naturale della Vauda
La riserva naturale della Vauda è stata istituita come area protetta con la legge regionale n. 24 del 1993, con la classificazione di "riserva naturale orientata", secondo una tipologia non più contemplata dal testo unico vigente, L.R. 19/2009. Con una superficie di 2.635 ettari, la riserva interessa i comuni di San Carlo Canavese, Nole, Vauda Canavese, Front, Rivarossa, San Francesco al Campo e Lombardore. Gran parte della riserva è proprietà da circa 170 anni del Demanio Militare che la usa per esercitazioni, prove di materiali e come poligono militare.
La riserva è inoltre stata individuata come Sito di Importanza Comunitaria: notevole interesse naturalistico rivestono le zone umide e a brughiera (relitti di brughiera pedemontana) caratterizzate da una vegetazione di tipo steppico a base di eriche e graminacee con l'associazione di numerose specie botaniche non rare, ma non eccessivamente diffuse.
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Riserva naturale della Madonna della Neve sul Monte Lera
La riserva naturale della Madonna della Neve sul Monte Lera è stata istituita con la legge regionale n. 38 del 1982, con la classificazione di riserva naturale integrale, per la conservazione dell'ambiente naturale nella sua integrità, con l'ammissione di soli interventi a scopo scientifico. Particolare attenzione veniva posta alla conservazione e perpetuazione nel tempo della specie Euphorbia gibelliana e all'insieme floristico caratterizzante l'area. L'area, estesa per circa 16 ettari, è anche stata peraltro individuata come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.).
Si rileva che il testo unico vigente (legge regionale n. 19 del 2009) non contempla più alcuna sottodivisione tra le riserve naturali, prevedendo finalità e divieti di tipo generale e, relativamente ai siti di importanza comunitaria, delegando ai relativi piani di gestione la disciplina dell'area per la miglior conservazione e riqualificazione degli habitat tutelati.
Mappa

Il Parco in autunno
Il Parco in autunno
 
Castello dei Laghi
Castello dei Laghi
 
Palazzina di Stupinigi
 
Ponte del Diavolo
Ponte del Diavolo
 
Euhorbia
Euhorbia