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Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana

Rosa Vercellana
Riconosciuta come la Bela Rosin, figlia di ex tamburo maggiore dei granatieri di Sardegna, viene conosciuta nel 1847 dal principe Vittorio Emanuele all'età di 14 anni; il principe ne aveva invece 27. L'anno successivo nasce la loro prima figlia Vittoria a cui seguì, nel 1851, quella del figlio Emanuele Alberto con il cognome Guerrieri (a loro verranno dedicate due cascine tutt'ora presenti nella Mandria: la Vittoria e l'Emanuella, detta poi la Rubbianetta). Proprio per questo nuovo nucleo familiare il re fece realizzare i bellissimi Appartamenti Reali del Castello, se pur osteggiati dai ministri del Regno.
La visita permette infatti di capire la vita privata condivisa all'interno del Parco de La Mandria dei due sposi (Vittorio Emanuele la nominerà nel 1859 contessa di Mirafiori e Fontanafredda e la sposerà morganaticamente nel 1877). Allegra e solare, senza pretese intellettuali, eccessiva nel gusto dell'abbigliamento, fu comunque sempre affettivamente sincera nei confronti di Vittorio Emanuele anche nei momenti più difficili del re segnati sia da gravi perdite familiari sia dagli eventi pre e post unitari. Rifiutata dalla corte dell'erede al trono, il nuovo re Umberto, trascorrerà gli ultimi anni della sua vita, dopo la morte di Vittorio Emanuele avvenuta nel 1878, nel palazzo Beltrami a Pisa dove Rosa Vercellana si spegnerà il 27 dicembre 1885.

Vittorio Emanuele II
Nato a Torino il 14 marzo 1820, nel 1849 divenne re dopo l'abdicazione del padre Carlo Alberto.
Figura cardine per il Risorgimento, le sue vicende politiche e umane coincidono con la storia dell'unità nazionale. Sposato dal 1842 con la cugina arciduchessa Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena, timida e raffinata, (morta nel 1855), a partire dal 1847 si legò sentimentalmente con Rosa Vercellana con cui creò un nuovo nucleo familiare. Investì somme dal suo patrimonio privato per realizzare gli Appartamenti Reali del Castello, residenza da lui prediletta e preferita.
Territorio questo de La Mandria che garantiva al sovrano maggior libertà d'azione segnata dalla frequentazione di grandi spazi e ad una più decisa spontaneità rispetto a modelli comportamentali precostruiti, in cui la caccia diventava segno di indipendenza totale.
L'affetto nei confronti della Bella Rosina e dei loro due figli non conobbe mai ostacoli, la loro unione sancita con matrimonio morganatico nel 1877 si interruppe solo qualche mese dopo quando a Roma il 9 gennaio 1878 il re morì.

Camera matrimoniale
Camera matrimoniale
 
Camera Rosa Vercellana - Appartamenti Reali, Castello della Mandria
Camera Rosa Vercellana - Appartamenti Reali, Castello della Mandria
 
Vittorio Emanuele II, 1870 circa, marmo
Vittorio Emanuele II, 1870 circa, marmo