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Gli alberi vetusti del Parco

Gli alberi nascono, crescono ma quasi mai invecchiano. Da millenni l'uomo utilizza e sfrutta le risorse dei nostri boschi impedendo di fatto alla componente arborea di completare il lento e naturale ciclo biologico. Cosi le foreste, nel nostro paese, anche se dal dopoguerra ad oggi sono aumentate in superficie, risultano estremamente povere di alberi secolari ed annosi. Il taglio regolare e continuo (ceduazione) ha privato i boschi di una componente fondamentale di naturalità.
Nel Parco Naturale La Mandria da alcuni decenni il bosco non viene più sfruttato ma lasciato alla sua evoluzione naturale. Questo sta comportando l'aumento di alcuni caratteri che indicano la vetustà (vecchiaia) della foresta, come per esempio la presenza di legno morto, originato dalla marcescenza in loco dei vegetali, e la presenza di alberi vetusti o antichi. Questi ultimi rappresentano degli straordinari habitat all'interno dell'ecosistema bosco: il ciclo di senescenza e decadimento del legno offre rifugio e nutrimento ad un numero vastissimo di organismi. Numerose sono le specie di funghi, insetti, licheni, muschi, uccelli e mammiferi che almeno in un momento della loro vita hanno bisogno di alberi venerandi e di grosse dimensioni. La foresta della Mandria annovera oggi molti di questi alberi, contribuendo così alla conservazione della biodiversità forestale.

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